NEWS Giugno 2010


LO SAI COME È NATO IL PRIMO ASPIRAPOLVERE?

Uno era britannico, un ingegnere estremamente pignolo. L’altro era americano, portinaio in un emporio e piuttosto pigro. Entrambi inventarono una cosa molto simile, prima il britannico poi l’americano.
Ma chi mise a frutto l’invenzione? Giusto, né uno né l’altro, bensì il terzo che gode. Questo terzo era un uomo d’affari americano. E l’affare riguardava la polvere e l’igiene.
Si può fare soldi con entrambe, se prese nel modo giusto.
Ma andiamo per ordine. L’ingegnere britannico Hubert Cecil Booth aveva scoperto perché le primissime macchine per le pulizie non funzionavano: non facevano altro che soffiare la polvere in giro piuttosto che aspirarla. Aspirare è meglio che soffiare. E quindi il britannico realizzò un sistema atto ad aspirare.
Il problema che non risolse in modo soddisfacente riguardava le dimensioni. Aveva costruito una macchina enorme che non avrebbe mai trovato posto in un’abitazione.
Il suo aspirapolvere era grande come un furgone, si trovava montato fisso su un carro tirato da due cavalli e necessitava di un vetturino e tre operai che portavano a mano nelle abitazioni tubi spessi come un braccio.
E’ dunque comprensibile che per la sua macchina Booth trovava solo clienti ricchi che possedevano saloni e sale in cui ci si poteva perdere.
Anche la casa reale acquistò due macchine per il palazzo di Buckingham e il castello di Windsor.
Molto più pratica era l’invenzione di James Murray Spangler, che lavorava come portinaio in un emporio di Canton nell’Ohio, dove doveva spolverare, cosa che non gli piaceva.
Così costruì un apparecchio portatile con motore e spazzola rotante, inventando il primo aspirapolvere a mano.
Ma il grande affare con questa invenzione lo fece William Hoover. Da sua moglie questo imprenditore venne a sapere dello strano apparecchio costruito dal portinaio.
La piccola ditta di Hoover versava in quel momento in difficoltà, perché produceva selle per cavalli, ma all’inizio del ventesimo secolo gli americani cominciavano a puntare sulle automobili e non più sui cavalli.
Da buon uomo d’affari, Hoover individuò subito il grande potenziale dell’aspirapolvere a mano e da allora il suo filone d’oro fu la polvere: più ce n’era e meglio era.

Gli aspirapolvere Hoover furono un rapido successo mondiale, anche in Gran Bretagna dove l’enorme marchingegno di Hubert Cecil Booth sparì rapidamente dalla circolazione.
Lo stesso accadde con quei dispositivi con cui la moglie passava il tubo in giro e il marito, oppure i figli, azionavano con i piedi un mantice per generare l’effetto aspirante.
Anche gli apparecchi che avevano l’aspetto di tosaerba o di spruzzatici non avrebbero avuto vita lunga.
Con un’altra costruzione Hubert Cecil Booth ebbe maggiore fortuna: è stato a capo del progetto della grande ruota panoramica nel Prater di Vienna, che ancora oggi è legata al suo nome, mentre, per quanto riguarda l’aspirapolvere, a Hoover è attribuita un’invenzione che non ha mai fatto.

Testo: Urs Thaler

 

CHIUDI